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Web Strategy

Modern business concept

 

Ogni azienda ha le proprie caratteristiche peculiari che la differenziano sul mercato. Il Web è soltanto uno dei mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia e come tale va gestito in maniera diversa, ma sinergica, con gli altri mezzi di comunicazione. Con la nascita del Web ed in particolare con l’avvento del Web 2.0 la comunicazione aziendale ha subito dei profondi mutamenti e, in particolare, è andata modificandosi da unidirezionale a bidirezonale. Non più la comune forma di advertising nel quale l’azienda promuove il proprio brand o i propri prodotti, attraverso i canali tradizionali (stampa, cinema, radio, televisione), bensì un vera e propria comunicazione con i propri clienti o potenziali tali, che hanno la possibilità, attraverso gli strumenti messi in campo dalla tecnologia, di essere parte attiva del processo di strutturazione del brand. Con la nascita di Blog, Forum, ma soprattutto con i Social Network, le aziende devono costantemente confrontarsi con i propri consumatori ed attuare strategie di ascolto e di risposta al mercato. Nasce pertanto la necessità di attuare delle strategie opportune di posizionamento nel Web, attraverso gli strumenti disponibili (siti, blog, pagine di Social Network ecc.).

 

Le Qualità Chiave di uno Strategist

Il valore della Web Strategy si giustifica con il valore della strategia in sé. La strategia non è un qualcosa che precede l’azione, una sorta di piano per ottenere ciò che voglio. Questa è una visione distorta della strategia che sta alla base di molti fallimenti. La strategia è si un momento che precede l’azione, ma è anche un momento che si sviluppa insieme all’azione. Questo perché non viviamo in una realtà statica né possiamo eliminare del tutto il problema della conoscenza imperfetta delle cose.

Questo significa che non esistono strategie ma solo strateghi.

La prima qualità del Web Strategist è l’ascolto: il buon Strategist ascolta tanto e sempre, conserva e ricorda.

La seconda capacità fondamentale è l’analisi: il buon Strategist è quello che riesce a dare un senso a quello che ascolta, riuscendo a trarne conoscenza.

La terza capacità è la comunicazione: lo Strategist è il cervello, ma nessun cervello per quanto potente produce risultato se non è in armonia con il resto del corpo. Le membra sono quelle che eseguono ciò che il cervello pensa e restituiscono feedback: il cervello si relaziona con la realtà attraverso il corpo, così come lo Strategist si relaziona con il mercato e il contesto attraverso l’azienda.

La quarta capacità è la consapevolezza: lo Strategist deve dettare una linea, spesso originale. Questo significa convincere gli altri a seguire una strada vista come ardita. Ciò è possibile solo essendo convinti e consapevoli delle proprie decisioni.

La quinta capacità è la fantasia caotica. Lo Strategist deve produrre spesso soluzione nuove, originali o personalizzare ed interiorizzare soluzioni note. Questo è possibile solo se a livello personale lo Strategist coltiva il caos creativo, cioé quella capacità di contaminarsi con esperienze diverse, la curiosità di voler provare prospettive nuove, il piacere di mettersi in panni non propri anche se non li si vuole indossare.

L’ultima (ma non meno importante) capacità è l’umiltà. Come diceva Lord Baden-Powell “colui che non ha mai sbagliato è colui che non ha mai fatto nulla”. Lo Strategist è un essere umano e come tutti può sbagliare. Il problema non è l’errore, ma l’incapacità ad imparare dai propri errori. In altre parole se nel corso della sua attività lo Strategist sbaglia non vuol dire a priori che sia un cattivo Strategist. Ma se non riesce ad andare oltre l’errore, correggendo il tiro, allora lo è. Ammettere il proprio errore è il primo requisito per migliorarsi. [ Mushin, Web Strategist ]

 

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